Monthly Archive:febbraio 2017

DUO TEST( BI TEST)

Test combinato (DUOTEST o BITEST)

Il duotest o test combinato è un test statistico prodotto della ricerca anglosassone attraverso il quale si calcola il rischio di concepimento di feti  malformati per effetto delle  trisomie 18 (sindrome di Edwards) e 21 (sindrome di Down).

Si chiama “combinato” perché si esegue con la partecipazione dell’ecografista e dell’analista, che mettono in assieme le proprie competenze attraverso l’integrazione di grandezze biometriche e biochimiche fetali.

E’ entrato a pieno titolo nella routine diagnostica della gestazione e serve per valutare con discreto anticipo se esistono indicazioni all’indagine invasiva dell’amniocentesi dalla quale si possono sviluppare tecniche di genetica quali il cariotipo, la fish ed altre ricerche molecolari.

Il vantaggio che ottiene tanto la gestante che il clinico che ha la responsabilità della gestione della gravida è molto grande sopratutto  se valutato sulla base dei grandi numeri poichè nel corso degli anni ha consentito di escludere in molti casi il ricorso a tecniche più rischiose e costose, e contribuito a rassicurare la famiglia sullo stato di salute del nuovo bambino.

Il test si può eseguire anche sulle gravidanze gemellari senza però la correzione biochimica.

 

HPV TEST

Test HPV

L’HPV (Human Papilloma Virus) è un virus che si differenzia in circa 100 Tipi (ceppi) diversi.

Ha uno spiccato tropismo per le mucose ricche di ossigeno, è estremamente vulnerabile da parte del sistema immunitario.

Solo poco più di una ventina di ceppi possono infettare l’essere umano, suddivisi a loro volta in ceppi a basso rischio, i quali possono portare alla formazione di verruche e condilomi, e ceppi ad alto rischio, che in particolari condizioni, (deficit immunitario, infezioni continue, lunga persistenza dell’infezione) possono danneggiare seriamente le cellule che li ospitano, con alterazioni che vanno dalla displasia fino al cancro (si è stimato che ci vogliono almeno 15 anni di infezione da HPV per giungere al cancro del collo dell’utero).

Esistono ceppi diversi di questo virus, e questi tipi vengono classificati con dei numeri. Un’ulteriore classificazione viene fatta attraverso la loro capacità di dare infezioni latenti nelle cellule della cervice uterina e basandosi sul ‘rischio’ (basso o alto) che ha la donna di sviluppare, nel tempo, lesioni neoplastiche e in seguito carcinoma:

ad alto rischio i tipi 16,18,31,33,35,39,45, 51,52,56,58,59;

a basso rischio i tipi 6,11,42,43,44.

L’amplificazione diretta da campione mediante gli strumenti di biologia molecolare è ancora una volta il metodo più veloce ed efficace per una diagnosi corretta che consenta di eseguire poi i necessari e periodici accertamenti diagnostici sui soggetti a rischio.

Il metodo diagnostico che abbiamo scelto di adoperare tra i tanti e che mettiamo a disposizione dei nostri clienti consente lo screening qualitativo dei campioni per la presenza di HPV e al successiva identificazione del genotipo  in caso di positività dell’infezione mediante sequenziamento di una regione ipervariabile di un gene di HPV.